L’Intervento
Ricostruiamo le mura
per risvegliare un'anima.
2026
Trani è storicamente caratterizzata da un’elevata e diffusa qualità architettonica: una città di pietra affacciata sull’Adriatico, in un’area che rappresenta la cultura e l’ambiente del Mediterraneo.
Il progetto di restauro e ampliamento del Palazzo Carcano instaura un dialogo tra alcuni elementi urbani. L’idea era quella di costruire una dimensione di continuità con la morfologia e il carattere esistenti, ma in chiave contemporanea. Il Castello Svevo, la Piazza Re Manfredi e la Cattedrale dell’Assunzione (Beata Maria Vergine Assunta) disegnano cosı ̀ un paesaggio visivo particolare, definendo il senso più profondo di questo luogo.
Progettazione, realizzazione e recupero con ampliamento di Palazzo Carcano - Trani, da destinare a sede degli Uffici Giudiziari.
L’ampliamento riflette sulle condizioni del rapporto ambientale dell’architettura originaria e, attraverso un approccio compositivo che definisce il recinto urbano, cerca di ristabilire uno spazio di mediazione con il vuoto che si trova di fronte, sul lato ovest.
Un Nuovo Volume
La Memoria torna a respirare
Un nuovo volume si modella seguendo le linee perimetrali incompiute di Palazzo Carcano: chiude il comparto angolare configurandosi come un bastione lapideo regolare, adattandosi e inclinando secondo le direttrici dei sedimi originari. Ne risulta un corpo capace di rafforzare il valore stereometrico e compatto del palazzo. In alzato, il nuovo volume riprende il sistema di arretramenti e aggetti della forma frastagliata di Palazzo Carcano.
In particolare, un arretramento a tripla altezza introduce una sospensione nella partitura generale della facciata; qui il nuovo corpo costruisce una transizione cromatica equilibrata con i toni chiari dell’intonaco originario. La forma rafforza la compattezza della composizione e valorizza il vuoto che accoglie il nastro sospeso del percorso archeologico.
Dimensione urbana e dimensione intima si confrontano attraverso una calibrata scelta della misura spaziale: ne deriva un progetto di grande chiarezza, in cui pieni e vuoti ricompongono una spazialità vivida, in tensione con la storia della città di Trani.
Progettazione integrata con modellazione BIM
La scelta è stata quella di mettere elegantemente in evidenza la transizione tra la parte preesistente dell’edificio e l’ampliamento, introducendo una reinterpretazione critica degli interni che riconfigura spazialmente gli ambienti, trovando una nuova voce contemporanea in simbiosi con la città di Trani.
Schemi di progetto




INSERIMENTO
Il tema dell’innesto viene approfondito costruendo linee di tensione tra i vuoti generati dalle masse edilizie: spazi intermedi che diventano veri e propri snodi ricchi di significato e di eventi spaziali. Lo stesso principio guida la definizione dell’accesso al museo archeologico, collocato su via dei Pellegrini.

INNESTO
In questo punto lo spazio pubblico penetra visivamente nel nuovo sedime definito dall’estensione. Lo sguardo è naturalmente attratto dall’esterno verso l’interno: un gesto che, sul piano compositivo, anticipa il nastro vetrato che mette in relazione diretta il percorso con il sito archeologico.

LA RAMPA COME DISPOSITIVO DI CONNESSIONE
Lo spazio pubblico si estende all’interno dell’area archeologica attraverso una rampa che agisce come dispositivo di superamento della soglia tra interno ed esterno. Un vero e proprio filo d’Arianna che guida il visitatore, costruendo sequenze visive dinamiche tra i reperti, fino a concludersi nel belvedere ricavato sulla terrazza di copertura.

PERCEZIONE: LONTANO / VICINO
L’architettura proposta amplifica il dialogo tra interno ed esterno. Al piano terra un diaframma vetrato garantisce continuità visiva tra il sito archeologico e la piazza: città e museo si fondono in un’unica “stanza urbana”. L’intervento ricompone la morfologia della città di Trani grazie allo spazio sommitale, dove figura e sfondo si integrano in un’unica lettura.

SEQUENZE SPAZIALI
L’accesso al polo giudiziario sfrutta un antico portale aggettante su via Giovanni Beltrani. Da qui prende avvio una sequenza di spazi che alterna momenti di compressione e dilatazione: il percorso voltato, la corte interna a cielo aperto e il passaggio storico tra i contrafforti, che definisce un asse visivo in continuità con via Accademia dei Pellegrini.